
Sarà Bianca Atzei a onorare i festaggiamenti per Sant’Antonio Da Padova, Santo Patrono di Santacroce di Magliano. L’artista milanese di origini sarde, si esibirà sul palco di Piazza Crapsi giovedì 13 giugno alle ore 22:00.
Santa Croce di Magliano è un comune italiano di 3 960 abitanti della provincia di Campobasso in Molise. La prima citazione storica del paese viene riferita in documenti del XIII secolo. Nel 1266 divenne, per donazione, feudo del monastero di Sant’Eustachio in Pantasia e tale restò fino alla prima metà del XVI secolo. Appartenne poi ai Caldora, agli Acciapaccio, ai Ceva Grimaldi, a Rocco Stella di Modugno. Nel XV secolo fu popolata da una minoranza albanese proveniente da Costantinopoli, che costruí la chiesa greca, un raro esempio di architettura bizantina del Molise. Il centro è stato danneggiato dal recente terremoto del Molise del 2002, che in particolare ha lesionato la chiesa di San Giacomo Maggiore, oggi restaurata.
Monumenti e luoghi d’interesse: Chiesa madre di Sant’Antonio, Chiesa di San Giacomo, Chiesa greca, Torre di Magliano.

Carrese di Sant’Antonio
La festa del patrono Sant’Antonio si svolge il 13 giugno, preceduta il giorno precedente da una processione fuori dal centro storico verso una cappella dove i carri portano la statua del Santo. Successivamente si rientra in paese dove l’indomani si svolge la vera e propria processione con il passaggio dei carri dinanzi alla Chiesa madre. I carri che sfilano sono trainati da buoi, o vacche, sono tutti della forma cosiddetta ‘a botte’, coperti da lenzuola bianche e coperte all’uncinetto, finemente decorate da fiori di carta crespa e fiocchi, dall’icona del Santo e del bambinello (in alto, sulla parte frontale del carro.

Ci sono inoltre molti carri piccoli e piccolissimi, addobbati con la stessa cura – se non addirittura superiore di quelli grandi – trascinati a mano dai bambini. L’intestazione del carro è solitamente familiare, ma l’ordine processionale non è rigidamente stabilito e questo determina talvolta discussioni all’interno del comitato organizzatore in merito all’ordine processionale. Come anche per i carri di Larino e per altri carri cerimoniali di area basso-molisana si riscontrano decorazioni con rami di ulivo segno della coltura maggiormente caratterizzante l’area e della sua preponderante vocazione agricola.




